The Red Lion

The Red Lion

di Patrick Marber
Regia di Marcello Cotugno
con Nello Mascia Andrea Renzi Lorenzo Scalzo

Scenografia: Luigi Ferrigno
Costumi: Anna Verde
Luci: Pasquale Mari
Musiche a cura di Marcello Cotugno
Foto di scena: Marcello Cotugno

 

The Red Lion analizza con ironia e spietatezza il mondo pieno di contraddizioni e ambizioni del calcio dilettantistico, illuminato/oscurato dalla chimera delle giovani promesse di essere lanciate nel paradiso del professionismo. Intorno a un giovane talento si muovono l’allenatore e l’anziano factotum della squadra che, ignari dei problemi del ragazzo, cercano di trarre profitto dalle sue capacità. The Red Lion non parla solo di calcio ma è anche una riflessione amara e profonda sulla lealtà e il senso di appartenenza. Il lirismo di certi passaggi contrasta con il linguaggio a tratti violento e con l’avidità e la mediocrità che aleggia nello spogliatoio dove si svolge l’intera pièce. Patrick Marber ci invita, attraverso un argomento cross-generazionale e di immediata ricezione, a riflettere sulla perdita di valori che oggi riguarda tanti altri contesti del contemporaneo.

 

Anfitrione

Anfitrione

di Sergio Pierattini
Regia di Filippo Dini
con Gigio Alberti, Barbora Bobulova, Antonio Catania, Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Valeria Angelozzi

Scenografia: Laura Benzi
Costumi: Alessandro Lai
Luci: Pasquale Mari
Musiche: Arturo Annecchino
Foto di scena: Daniele Fiore

 

L’Anfitrione del 2019 è un arrembante politico che ha appena sbaragliato gli avversari con un sorprendente e inatteso plebiscito. Sosia si è trasformato in un autista portaborse, mentre la bella Alcmena, moglie del trionfatore delle elezioni e prossima First Lady, è divenuta insegnante di scuola media di una piccola città di provincia. Ma come si sono trasformati in questa contemporanea riscrittura di uno tra i più conosciuti classici della comicità, Giove e Mercurio, gli dèi che hanno dato vita al mito della nascita di Ercole grazie all’innamoramento di Giove per la moglie di Anfitrione? La risposta sta nel meccanismo perfetto di una vicenda drammaturgica che, affinandosi, ha attraversato i secoli, da Plauto fino a Giraudoux, passando da Molière, Kleist e molti altri. Giove, per avere Alcmena, fa vincere le elezioni ad Anfitrione, che quando arriva a casa destinato alla carica di Presidente del Consiglio, si trova alle prese con un intrigo che non è in grado di sbrigare. L’altalenarsi tra verità e inganno, intesi e malintesi, genera situazioni comiche, bizzarre e spiazzanti che fanno da specchio alle sempre più grottesche e disorientanti vicende del nostro presente.

 

Amore mio aiutami

Amore mio aiutami

liberamente ispirato al soggetto di Rodolfo Sonego
adattamento teatrale di Renato Giordano
con Corrado Tedeschi, Debora Caprioglio, Loredana Giordano, Roberto D’Alessandro, Antonio Friello

regia di Renato Giordano
costumi Alessandro Lai
musiche Saverio Martucci
scene Gianluca Amodio
aiuto regia Sabatino Barbato
foto di scena Pino Le Pera

Liberamente ispirato alla sceneggiatura di Rodolfo Sonego, da cui  il  film del 1969 diretto da Alberto Sordi e interpretato da Alberto Sordi e da Monica Vitti, Amore mio aiutami è la classica commedia all’italiana degli anni 60. La vicenda è grottesca ma (tragicamente) potenzialmente reale.

È una strana storia, Amore mio aiutami. Sembra un pamphlet sul mutamento dei costumi e dei valori di una Italia stanca di vecchie ipocrisie e desiderosa  di nuove sensazioni, preferibilmente forti. Giovanni, il nostro protagonista, racconta il suo disagio per il repentino e un po’ incomprensibile mutamento delle relazioni umane e dei sentimenti basati sull’ostinazione, non sempre giusta, della verità a tutti i costi.  Cosi si trova ad affrontare le difficoltà e l’ipocrisia di una coppia che vuole aprirsi, farsi moderna, entrare nel tempo che vive senza avere la cultura e il distacco necessario affinché questo accada.

Regalo di Natale

Regalo di Natale

di Pupi Avati
Adattamento teatrale Sergio Pierattini
Regia di MARCELLO COTUGNO
con GIGIO ALBERTI, FILIPPO DINI, GIOVANNI ESPOSITO, VALERIO SANTORO, GENNARO DI BIASE

Scene Luigi Ferrigno
Costumi Alessandro Lai
Luci Pasquale Mari
Foto di scena: Michele De Punzio

Quattro amici di vecchia data, Lele, Ugo, Stefano e Franco, si ritrovano la notte di Natale per giocare una partita di poker. Con loro vi è anche il misterioso avvocato Santelia, un ricco industriale contattato da Ugo per partecipare alla partita. Franco è proprietario di un importante cinema di Milano ed è il più ricco dei quattro, l’unico ad avere le risorse economiche per poter battere l’avvocato, il quale tra l’altro è noto nel giro per le sue ingenti perdite. Tra Franco e Ugo però, i rapporti sono tesi; la loro amicizia, infatti, è compromessa da anni, al punto tale che Franco, indispettito dalla presenza dell’ormai ex amico, quasi decide di tornarsene a casa. La sola prospettiva di vincere la somma necessaria alla ristrutturazione del cinema lo fa desistere dall’idea.

La partita si rivela ben presto tutt’altro che amichevole. Sul piatto, oltre a un bel po’ di soldi, c’è il bilancio della vita di ognuno: i fallimenti, le sconfitte, i tradimenti, le menzogne, gli inganni. È uno tra i più bei film di Avati, lucido, amaro, avvincente.

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